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Recensioni

Invito alla lettura:

Educazione permanente

Bogdan Suchodolski

 

Bogdan Suchodolski nasce a Sosnowsiec, in Polonia il 27 dicembre 1903.

I primi studi sono a Cracovia,la laurea a Varrsavia, poi Parigi, Berilno. Dal 1932 è libero docente e nel 1938 professore di pedagogia all'Università di Leopoli.

Allo scoppio della II Guerra mondiale torna a Varsavia e dal '39 al '43 è docente nell'Università clandestina. Durante l'occupazione nazionalsocialista matura una forte attenzione a ciò che ha provocato la rottura dell'unità culturale dell'Occidente, con vari saggi di cui uno su Comenius.

Tutta la vasta produziione successiva resterà legata ai temi educativi..

Al termine del conflitto è direttore di una scuola media.a Varsavia.

Nel 1946 pubblica : La vie de l'esprit.

1947 : Trattato di pedagogia generale. Educazione per il tempo futuro (Varsavia).Trad. it. Armando ed. Roma 1964. Questo testo diffuso in Italia solo nel 1964, gli darà una notorietà mondiale e la cattedra di Pedagogia generale a Varsavia,che mantiene fino al 1969.

Pedagogia dell'essenza e pedagogia dell'esistenza Parigi 1960 e Roma 1965.

…...

1979 : Atti del convegno del centro educativo italo-svizzero: Educazione attiva: un bilancio critico

1980 : La sfida degli anni 80 all'educazione

1983 : Laurea honoris causa di Siena che segue quella di Berlino, Rappersville , Parigi e Padova.

1986  :Conferenza 25° anniversario del CEDE (Centro Europeo per l'Educazione).

1992 : Educazione permanente in profondità Padova

Muore il 2 ottobre del 1992.

 

La sua opera è stata definita “educazione nuova per un mondo nuovo”.Vediamo come il suo pensiero sia di grandissima attualità.

EDUCAZIONE PERMANENTE IN PROFONDITA è scritto in francese alla fine degli anni 80.

Dopo aver tracciato una brillante storia dell'educazione nei secoli, Suchodolski porta l'attenzione sulla necessità del carattere continuo della formazione. La vita moderna esalta la funzionalità dell'individuo e non la sua esistenza. Egli sostiene invece che la ricchezza spirituale dovrebbe dominare e dirigere la ricchezza materiale. Osserva che l'ambiente naturale è sotto costante minaccia, che con il prezzo di un aereo da guerra si potrebbe costruire una rete di quarantamila farmacie in paesi sprovvisti, dove i bambini sono condannati a morte prematura, o si potrebbe provvedere cultura, placare ingiustizie sociali. Pensa a come intensificare la sintesi tra azione ed esistenza. Il senso di responsabilità e la dignità sono le sue idee guida, già di Brzozowsky, Dostojevsky, Freud, Marcuse, Fromm, Roszak. Come già notava Becket l'uomo oggi non fa che aspettare la sua vita.

Suchodolski osserva che nel Pampaedia di Comenius , ritrovato nel 1935 e scritto tre secoli prima, si ricorda che Mosè, diversamente da Aronne, desiderava  che tutto il popolo profetizzasse. Dostojevskij, nei fratelli .Karamazov ricorda che il popolo accorreva a Gesù il grande Insegnante

Egli distingue vaie fasi nel processo dei grandi cambiamenti educativi: da Vittorino da Feltre (1378-1446) a J. P. Sartre ( (1905-1980) Caduto il muro di Berlino (1989) la società futura appare sintesi di una civiltà scientifica e tecnologica e di uno spirito umanista , con una socializzazione del processo didattico: l'Autore ipotizza l'innalzamento dell'obbligo scolastico ai diciotto anni. Successivamente sposta l'accento sulla necessità di estendere l'educazione su tutto l'arco della vita umana.

Dalle prime definizioni alle attuali di “long life learnig” dell'UNESCO.

Prof. Clara Russo

 

Alfonso Cariolato, I sensi del pensiero, Lanfranchi, Milano, 2004

Quando il pensiero cessa di assegnare significati e inaugurare visioni del mondo rimangono indecisi e aperti i suoi sensi (in tutte le accezioni di questo termine). Pensieri e corpi non sottostanno più ad alcun principio e si librano in questo rilascio senza causa, provenienza e finalità. Pensare ( in un senso estremamente ampio e, in fondo imprevisto e imprevedibile) diventa così la prassi stressa dell’essere, il fremito che attraversa ogni cosa nel suo affermarsi come presenza del mondo. Certo, non come aggiunta o “di più” – non c’è infatti finito senza pensiero e, d’altra parte, il pensiero o è pensiero finito o non è. Tutto questo comporta delle contiguità, dei piani e dei rapporti aperti sulla loro stessa mancanza di fondamento. E non solo per quanto riguarda i pensieri e i corpi, ma anche lo stesso presentarsi delle cose, il loro esserci in comune, e ancora ( o lo stesso visto da un altro punto di vista) : l’anima, e cioè il sentire e il sentirsi del corpo, la relazione e il mondo. Perché l’esercizio del pensiero è l’esperienza dell’esorbitare da se stesso di tutto ciò che è.

A cura di A. Cariolato

(inserito da R.I.M. il 28 gennaio 2005)


Da motivi orientali - Rozanov ed. Hoepli

Scritto nel 1916 a Pietroburgo quando l’Autore ha sessant’anni, tre prima della morte. Pubblicato da Adelphi nel 1988 in prima traduzione mondiale. L’autore di “Foglie morte” e “L’Apocalisse del nostro tempo” ci parla dell’Egitto come culla dell’Antico Testamento. Un mondo in cui la fede nuziale è l’anello ricavato dal prepuzio reciso alla circoncisione e seccato al sole che, poi conservato lo sposo donerà alla sposa, pegno della sua unione per divenire una sola carne. Il matrimonio è unione sacrale, il sesso è legame con Dio. Nella sua atmosfera rarefatta, e senza che l’autore ne accenni, il libro da il senso della perdita della sacralità del mondo moderno. Nella catastrofe della guerra è forte il bisogno di Rozanov di attingere alle radici: la storia si ripete ai giorni nostri: Cat Stevens si ribattezza Yusuf Islam, reagendo alla decadenza occidentale con un tuffo nella religione . Re-ligo: ovvero unisco con la Cosa. L’intero pensiero di Rozanov è impregnato di religione, la sua opera esprime la perdita di un legame vitale con Dio, perdita avvenuta attraverso un basso recupero anche iconografico da parte della religione cristiano-romana o cristiano-pagana. La madonna è solo un pallido simulacro di Ishtar con l’aureola di dodici stelle. Un libro da leggere per tornare indietro e partire da lontano, per comprendere l’Oriente cominciando là, da là dove noi affondiamo le nostre radici, la nostra storia.

A cura di C.Russo


Massimo Baldacci (a cura di), I modelli della didattica, Carocci, 2004, 181 pp., 16,90 euro


Gli autori prendono spunto da una diffusa sensazione: la domanda di formazione nella odierna società della conoscenza determina la crescente necessità di aumentare la qualità delle pratiche di insegnamento, non solo in ambito scolastico naturalmente, ma particolarmente in questo, per l’importanza e la delicatezza che la scuola riveste in quanto agenzia formativa. Su questo sfondo culturale, la didattica ha come mission fondamentale quella di garantire che la qualità dell’offerta formativa sia sempre adeguata ai bisogni della società, elaborando pratiche e teorie in grado di dare senso al lavoro formativo. Il volume non sposa alcuna tesi precostitutita, ma attraverso i diversi contributi cerca di mantenere viva un’istanza antidogmatica in quanto unico metodo in grado di valorizzare differenti prospettive problematiche. A partire da questo stile di lavoro, gli autori riflettono sul ruolo della didattica oggi, ma soprattutto su quello del futuro , al tempo stesso ricostruendo un quadro sistematico dei diversi modelli di insegnamento e le loro dimensioni operative. Non è un manuale di didattica, ma semmai un riuscito tentativo di coniugare quanto la teoria elabora, in relazione alle necessità delle pratiche didattiche.

A cura di R.Fini



Santo di Nuovo (a cura di), Orientamento e formazione, Giunti, 2003, 213 pp., 29,80 euro

Sull’orientamento è stato naturalmente scritto molto e molto di quanto scritto è senza dubbio materiale utile e di qualità; permane però in molti casi un malinteso: l’orientamento non si esaurisce nel fornire agli studenti indicazioni in grado di “sorreggere” le loro scelte scolastiche o professionali, ma nel creare le condizioni affinché essi siano capaci di effettuare in autonomia scelte adeguate ed efficaci. Inoltre è necessario che vengano avviati processi di formazione per gli orientatori, in particolare quei docenti che già se ne occupano con passione, ma non sempre con gli strumenti adeguati per rendere l’orientamento veramente efficace. Il volume è strutturato in sezioni: orientamento all’università, orientamento nelle scuole superiori, orientamento nella scuola di base; offre in questo modo un insieme di strumenti operativi in buona parte già collaudati in molte scuole, in particolare catanesi, provincia nella quale operano gli autori. Benché il volume offra questi strumenti particolarmente spendibili nella pratica orientativa, esso si segnala anche per le riflessioni degli autori su aspetti generali e fondativi dell’orientamento.

A cura di R.Fini


Segnalazione:

Angelo Malinverno, Bibliografie ragionate: Scuola, Unicopli

, 2004, 63 pp., 1,50 euro

Lucciole nel bicchiere di Maria Giovanna Bertoldi Portinari, ed. La Serenissima
Disegni di Vico Calabrò

Un libro recentissimo, uscito a giugno, che vede la luce in mezzo a noi. Un libro "dovuto", alle proprie origini venete e al passato collettivo nazionale. Un libro accurato, che raccoglie il testimone della storia, un testimone matrilineare. Un libro adatto particolarmente anche ai più giovani, scritto in in linguaggio pedagogicamente corretto, scelto con equilibrio, come lo era quello di Valeria, protagonista e respiro del tempo del racconto. Ha la stessa levità dei disegni del Calabrò. Il rispetto per il dialetto veneto , anima dei personaggi e quello per le tradizioni familiari. Un omaggio all’incanto e alla forza della giovinezza. Illustrato e condotto come una fiaba. Le lucciole nel bicchiere illuminano la vita quando è più buia .

A cura di C.Russo

  

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